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D. 02/12/2005 n. 151

-tipo di mezzi;

-volume di traffico, velocità di percorrenza, calendario e orari di transito;

-percorsi alternativi in caso di inagibilità temporanea dei percorsi programmati;

-percorsi di attraversamento delle aree urbanizzate;

- messa in evidenza, se del caso, delle misure di salvaguardia degli edifici sensibili. Si dovrà prevedere per la fase di scavo delle gallerie:

-la verifica puntuale della stabilità delle zone di imbocco con particolare riguardo agli effetti provocati da eventuali depressioni do escursioni di livello delle falde in esse contenute;

- la caratterizzazione degli acquiferi interferiti dall'opera con indagini geognostiche, anche di tipo geofisico;

-la predisposizione, allo sbocco delle gallerie, di una stazione di misura delle acque eventualmente drenate;

- la redazione di un protocollo procedurale relativo alla gestione delle emergenze dovute alla captazione delle acque;

-un sistema di raccolta delle acque inquinate da oli, carburanti ed altri inquinanti in maniera tale che essi non contaminino le eventuale venute di acqua di falda;

- la definizione delle misure di compensazione ambientale degli abbassamenti della falda;

-l'adozione di tutti gli accorgimenti idonei ad evitare che, in fase di scavo e nelle fasi successive, si verifichino abbassamenti permanenti della falda, con conseguenti impatti sull'ambiente esterno. Dovrà essere comunicato all'Agenzia Interregionale per il fiume Po di Cremona la data d'inizio lavori per l'esercizio delle competenti attività di sorveglianza. li soggetto attuatore dovrà altresì ottemperare a quanto verrà disposto, nel corso dei lavori, dall'AIPO per una corretta funzionalità dell'opera nei riflessi del buon regime del corso d'acqua per la tutela delle opere idrauliche e della pubblica incolumità. Resta altresì inteso che, per quanto non espressamente prescritto, sono fatte salve e riservate le norme di cui al testo unico 25 luglio 1904 n. 523, con particolare riferimento alle distanze minime consentite delle pile dei viadotti dal piede dei rilevati arginali comunque classificati. Per il reperimento in cava del materiale inerte eventualmente aggiuntivo rispetto a quello proveniente da scavi o smarino, qualora non vi sia disponibilità in siti estrattivi già esistenti si dovrà applicare l'art. 38 della Is. 8 agosto 1998 n. 14 secondo i criteri di cui alla D.G.R. n. V1J33965 del 29 dicembre 1997. Sono fatte salve le disposizioni di cui all'art. 35, commi 2 e 3, della stessa legge regionale n. 14/1998 qualora si intenda riutilizzare eventuali materiali litoidi di risulta al di fuori del cantiere di produzione. L'eventuale estrazione di materiali nelle aree di pertinenza fluviale delimitate come da Norme di attuazione del Piano stralcio per l'Assetto idrogeologico dovrà essere subordinata alla predisposizione di uno specifico programma che garantisca che gli interventi estrattivi rispondano alle prescrizioni e ai criteri di compatibilità fissati da detto Piano. Al termine dei lavori tutte le strade provinciali e comunali utilizzate per accesso ai cantieri e il transito di mezzi d'opera dovranno essere restituite agli enti proprietari nella loro piena integrità fisica e funzionale, agli effetti dell'eventuale usura della carreggiata e delle relative pertinenze. In particolare, in comune di Rogolo, si dovrà provvedere al ripristino dei collegamenti con l'attuale SS. n. 38. In frazione di Cosio Valtellino: il progetto garantisce la fruibilità dei collegamenti esistenti, dei quali si prescrive l'adeguato ripristino a seguito dell'utilizzo nel corso dei lavori. Qualora emergesse la necessità di estrarre materiale litoidi nelle aree di pertinenza fluviale delimitate dalle fasce PAI, dovrà essere predisposto uno specifico Piano che garantisca che gli interventi estrattivi rispondano alle prescrizioni ed ai criteri di compatibilità fissati dalle NTA del PAI. Si dovrà elaborare in sede di progetto esecutivo un piano dettagliato della cantierizzazione che definisca l'approntamento, la gestione (rumore, polveri, governo delle acque, stoccaggio dei materiali e dei rifiuti, collocazione di eventuali distributori di carburante per i mezzi d'opera, impatti sugli ecosistemi all'intorno) e la sistemazione Finale delle aree da utilizzare, la viabilità di accesso e il cronoprogramma dei lavori. Durante le fasi di costruzione dovranno essere messi in atto tutti gli accorgimenti e le cautele necessarie a garantire la massima protezione della falda; l'eventuale localizzazione in zone di rispetto di pozzi per uso potabile è subordinata ad una verifica della compatibilità dell'intervento con lo stato di vulnerabilità delle risorse idriche sotterranee; è da escludere la collocazione di cantieri e depositi nelle zone di tutela assoluta (v. art. 21 del decreto legislativo n. 152/1999); si dovrà porre, in ogni caso, la massima attenzione nello smaltimento delle acque provenienti da lavorazioni, lavaggio di materiali inerti prodotti negli impianti di frantumazione e selezione, lavaggio di automezzi. Al fine di garantire la tutela del suolo e sottosuolo, al termine dei lavori dovrà essere verificata l'assenza di contaminazioni nei terreni occupati dai cantieri e, se necessario,si dovrà procedere a tempestiva bonifica, prima dell'accurata sistemazione finale. Nel posizionamento delle pile dei viadotti si dovrà contenere al minimo il danneggiamento del terreno agricolo circostante; il posizionamento dei piloni dei ponti dovrà essere effettuato al di fuori del periodo di maggiore criticità per l'ittiofatma presente (novembre-aprile), in quanto tali interventi, come gli scavi in alveo, creano torbidità minacciandone la capacità di riproduzione, il periodo ideale in cui intervenire sui corsi d'acqua è tra dicembre e febbraio. La movimentazione dei mezzi dovrà garantire il minor danno possibile alla vegetazione presente. In particolare, lungo le rive del fiume Adda, così come lungo i corsi d'acqua minori interferiti dal progetto, si dovrà evitare di danneggiare gli argini e causare torbidità alle acque. Laddove siano previste ar ginature dei corsi d'acqua, si dovranno applicare tecniche di ingegneria naturalistica. In corrispondenza del cantiere di attacco delle gallerie Selva Piana e Paniga, si dovrà evitare il deposito di materiali ed la sosta di automezzi per tempi prolungati, al fine di non danneggiare ulteriormente le aree boscate. L'illuminazione dei cantieri dovrà essere limitata allo stretto necessario e comunque sempre rivolta verso terra per non arrecare disturbo alla fauna notturna, particolarmente per cantieri di attacco alle gallerie e per il cantiere 1 (Fuentes). Il tracciamento delle piste di cantiere dovrà seguire il percorso meno dannoso per gli habitat esistenti. La sistemazione di scarpate e versanti, in particolare agli imbocchi delle gallerie, dovrà privilegiare le tecniche di stabilizzazione e consolidamento dell'ingegneria naturalistica, compatibilmente con la necessità di realizzare strutture in grado di sopportare le sollecitazioni previste. Le opere inerenti le fasi di cantiere e quindi le aree necessarie allo stesso, dovranno essere ripristinate, prima della fine dei lavori, mediante rimboschimento, ripiantumazione ed inerbimento, ponendo particolare attenzione alla salvaguardia delle preesistenze naturalistiche del luogo e garantendo la sopravvivenza del cotico erboso da utilizzare nei ripristini. Il progetto dovrà quindi indicare gli elementi vegetali da salvaguardare in modo specifico, i mezzi da adottare allo scopo e le precauzioni generali da assumere per minimizzare gli effetti nocivi. Per ogni intervento di ripristino, dovranno essere utilizzate specie vegetali esclusivamente autoctone, di sicura provenienza. E' opportuno che il controllo e la manutenzione del verde inserito nella realizzazione del progetto continuino per almeno dieci anni al fine di assicurare la buona riuscita delle opere di mitigazione. Laddove la definizione del tracciato comporti l'inevitabile abbattimento di vegetazione naturale preesistente, dovranno essere necessariamente previste misure compensative del danno deteiuuinato, mediante opere di riforestazione o di ricostruzione di cenosi vegetali tipiche, su superfici almeno equivalenti a quelle oggetto d'alterazione. Dovranno essere previste ed immediatamente realizzate le opere di schermatura quali quinte verdi, piccoli rilevati in terra ecc., atte a minimizzare l'impatto visivo a scala paesistica del cantiere d'attacco alle gallerie e per la realizzazione del viadotto Cermoledo. Riguardo ai processi di lavoro termici e chimici, per le opere di pavimentazione e impermeabilizzazione, si prevedrà la riduzione della temperatura di lavoro mediante la scelta di opportuni leganti, nonchè l'impiego di caldaie chiuse con regolazione della temperatura. Il materiale sciolto depositato in cumuli dovrà essere protetto da barriere, e opportunamente umidificato in caso di vento superiore ai 5 m/sec; in una zona non protetta, vicino agli uffici della direzione dei lavori di cantiere, dovrà essere installato un adeguato sistema anemometrico; per il trattamento del materiale si adotteranno cautele quali l'agglomerazione della polvere mediante umidificazione e la movimentazione con scarse altezze di getto, basse velocità di uscita e contenitori di raccolta chiusi; eventuali tramogge o nastri trasportatori di materiale sfuso o secco di ridotte dimensioni granulometriche, dovranno essere opportunamente dotati di carter. L'impianto di betonaggio dovrà essere provvisto di schermature e sistemi atti a contenere le emissioni diffuse di polveri, prevedendo l'esecuzione delle diverse fasi della produzione, del carico e dello scarico in circuito chiuso, captando e convogliando gli effluenti ad un sistema di abbattimento delle polveri con filtro a tessuto; analogamente si opererà per i silos di stoccaggio. Si dovranno utilizzare mezzi di trasporto con capacità differenziata, in modo da ottimizzare i carichi sfruttando al massimo la capacità stessa; in uscita dai cantieri dovrà essere collocata una postazione di lavaggio delle ruote e della carrozzeria dei mezzi, per evitare dispersioni di materiale polveroso lungo i percorsi stradali; si limiterà opportunamente la velocità sulla piste di cantiere, indicativamente a 30 km/h. Si dovranno impiegare gruppi elettrogeni, macchine e apparecchi di lavoro con caratteristiche tali da ottenere le massime prestazioni energetiche e minimizzare le emissioni in atmosfera, compresa l'alimentazione dei motori diesel con carburanti a basso tenore di zolfo. Si dovranno adottare sistemi in circuito chiuso per il carico del carburante dall'autocisterna al serbatoio di stoccaggio; per il rifornimento dei veicoli si utilizzeranno sistemi di erogazione dotati di tenuta sui serbatoi e contemporanea aspirazione e abbattimento dei vapori mediante carboni attivi. Nella documentazione di appalto dovranno essere inseriti impegni a: - limitare l'attraversamento da parte dei mezzi pesanti di aree secche e polverose, mantenere queste ultime a regime umido, coprire i materiali trasportati, lavare le ruote degli autocarri; - contenere le immissioni di rumore e vibrazioni, anche con la realizzazione di specifiche barriere antirumore lungo il perimetro dei cantieri; - attivare tutte le procedure atte alla salvaguardia delle acque di falda nei confronti di accidentali sversamenti di sostanze inquinanti sul suolo e/o nel sottosuolo e disciplinare l'emungimento e lo scarico delle ac que provenienti dalla falda subsuperficiale, qualora ne sia previsto l'aggottamento. Si dovrà dettagliare la previsione del carico generato sulla viabilità locale, e quindi gli interventi di minimizzazione degli impatti, soprattutto mediante una opportuna scelta e verifica, in accordo con i Comuni, degli itinerari dei mezzi d'opera. Si dovrà fornire un esame più approfondito delle problematiche connesse al posizionamento dell'area di cantiere prossima alla riserva naturale del Lago di Mezzola e Pian di Spagna. Parte 2 RACCOMANDAZIONI Si esprimono, inoltre, le seguenti raccomandazioni. Nella zona in località Prati del Bitto in comune di Casio Valtellino tra i km 12+040 e km 12+339 si dovrà valutare la possibilità di previsione di una riduzione del tratto in rilevato a favore della soluzione in viadotto. Per quanto riguarda le numerose opere d'arte necessarie, si invita a limitare le trasformazioni dell'alveo e la presenza di piloni per ponti, che questi ultimi vengano attentamente progettati per minimizzare il rapporto con il paesaggio. Anche la piantumazione di nuove essenze arboree come opera di mitigazione dovrà essere valutata in modo tale da non accentuare barriere visuali o alterare coni prospettici; a questo proposito, si consiglia l'uso di essenze autoctone. Assicurarsi che il realizzatore dell'infrastruttura possegga o, in mancanza, acquisisca, per le attività di cantiere anche dopo la consegna dei lavori e nel più breve tempo possibile, la Certificazione ambientale n. 14001 o la registrazione ai sensi del Regolamento CEE 761/2001 (EMAS). Verificare la possibilità che le interferenze con l'area destinata a servizi, prevista dal P.R.G. del comune di Rogolo, trovino una soluzione condivisa con l'amministrazione locale. Armonizzare gli interventi, in fase di costruzione ed in quella di esercizio, con le indicazioni del Piano del «Parco dell'Adda e della pineta del Tartano», previsto dal P.R.G. del comune di Talamona ed attualmente in corso di approvazione. Ridurre le interferenze tra le attività e le opere, sia in fase di costruzione che di esercizio, con i «corridoi ecologici» di collegamento tra i siti pSIC esistenti nei pressi dell'area interessata dal tracciato, studiando caso per caso le misure migliorative. In analogia con quanto disposto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 459/1998 per l'inquinamento acustico derivante dal traffico ferroviario, nei casi in cui, per ragioni tecniche o economiche, per assicurare il rispetto dei limiti di immissione di rumore non sia possibile o conveniente mitigare alla sorgente o lungo il percorso di propagazione, possa essere ritenuto accettabile, in alternativa, la mitigazione con opere di fonoisolamento recettore, valutata la sensibilità dello stesso e a condizione di assicurare all'interno dell'ambiente abitativo livelli di rumore compatibili con alla sua fruizione, nonchè un adeguato cambio d'aria e raffrescamento. In base ad un'analisi costi/benefici, si potrà valutare laddove appaia opportuno, se mitigare ulteriormente per conseguire l'obiettivo qualitativamente più significativo di contenimento dell'incremento del livello equivalente di immissione post operam, rispetto all'ante operam, al fine di non peggiorare eccessivamente il clima acustico in corrispondenza dei recettori. Allegato 2 CODICE REV.

 

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